Col mio mosaico nei lavori di ristrutturazione in piazzetta Dante Alighieri a Lecce (II)

Continuo il diario, per immagini e parole (iniziato qui http://orodedeoro.wordpress.com/2012/03/07/con-il-mio-mosaico-nei-lavori-di-ristrutturazione-di-piazzetta-dante-alighieri-a-lecce-con-j-a-n-u-b/ ) del mio intervento di mosaicista e maestro del mosaico di ceramica e gres, presso il cantiere aperto in piazzetta Dante Alighieri a Lecce, per conto dell’associazione culturale JANUB:

15 marzo 2012

Oggi alla forza lavorativa e creativa del cantiere in piazza Dante Alighieri si è aggiunta una squadra francese composta da dodici ragazzi tra i 15 ed i 16 anni e due maitres. Provengono da una scuola edile della Normandia, per via del progetto Leonardo.

Dopo avergli mostrato il lavoro fatto finora e dopo un po’ di teoria sul mosaico di ceramica e gres li abbiam messi all’opera, disponendoli lungo una delle due aiuole lunghe della piazza, insieme ai corsisti della Scuola Edile di Lecce.

L’aiuola ha una bordatura che stiamo mosaicando con motivi floreali, macchie di ceramica colorata che assomigliano a dei fiori ma che sono anche altro, forme decorative fantastiche che rimandano a dei fiori.

Iniziare al mosaico è un atto d’amore. Si chiede a chi deve frantumare dei materiali per dare vita ad una visione frantumata del reale (composta da materiali di scarto che devono essere resi quanto più preziosi possibile) la maggiore pazienza possibile nel tener conto del disegno e del movimento delle superfici. Non è importante che si sbrighino a coprire quanta più superficie possibile. È importante che imparino a tener conto della distanza che separa ogni pezzo di ceramica dagli altri e che considerino quegli spazi vuoti come parte fondamentale del disegno finale, perché quello spazio vuoto diverrà colore col cemento (il cemento per le fughe è disponibile in tutti i colori). Le altre attenzioni riguardano la forma dell’aiuola, i suoi bordi, il movimento delle forme per l’appunto: la linea del mosaico deve seguire perfettamente quella dell’aiuola.

Considero il mosaico una terapia, serve a concentrarsi. È la prima cosa che dovrebbe apprendere un corsista. Ci vuole del tempo per conoscere i materiali, per vedere le forme (che trovano già disegnate) e per seguirne il movimento ma si tratta di avere pazienza, concentrazione, attenzione… se a tutto ciò si aggiunge una naturale inclinazione ed un gusto per la composizione o un amore particolare per il disegno, si diverrà dei grandi mosaicisti.

La maggiore difficoltà per i corsisti in questo cantiere è data dalla resistenza del gres, che frantumiamo per creare lo sfondo ai motivi floreali. Ma bisogna iniziare così, imparare ad avere rispetto dei materiali, prima di passare al disegno e alle forme dei fiori.

Orodè

Comments (4)

  1. marzo 17, 2012 - 10:55 am Rispondi

    è bello leggere come la tua arte si stia fondendo con una missione formativa… niente viene mai per caso. Buon lavoro Oro!!!!

  2. Massimiliano
    marzo 17, 2012 - 4:45 pm Rispondi

    BEL LAVORO, DAVVERO….

    (Massimiliano Manieri)

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