Intervista su Nuove Dissonanze:

Ringrazio Maria Peritore per l’intervista sul numero di aprile di Nuove Dissonanze, un web-magazine mensile di Cultura che v’invito a leggere… Ecco di seguito il link.

http://www.nuovedissonanze.it/index.php?option=com_content&view=article&id=450%3Acolori-e-suoni-nellarte-di-orode-deoro&catid=41&Itemid=60

Colori e suoni nell’arte di Orodè Deoro

Ci racconti come nasci artisticamente?
Sono autodidatta. Nasco per provare (solo a me stesso) che nella mia vita posso utilizzare correttamente le parole, non per prendere in giro gli altri e me stesso ma per essere libero.  Si fa, per esempio, un uso della parola “autodidatta” davvero curioso. L’artista non ha niente a che fare con le scuole, il vero artista nasce per distruggerle. Ecco perché è autodidatta! Perché deve capire come fare mentre tutti gli dicono ”stai fermo, stai calmo! Che titoli hai per dire questo?!”. Capire perché bisogna distruggere le scuole è una questione che appartiene agli artisti, inutile dilungarmi…

Le tue tappe più decisive?
Abbandonare gli studi per seguire totalmente le vie dell’arte nel 1998. Il trasferimento nel 2000 D.C. nella casa-museo del pittore Vincent Brunetti dove ho realizzato oltre 250 mq di mosaici di ceramica unici per la qualità del ritaglio di ogni singolo pezzo. Le altre tappe decisive sono miei segreti, belle più di tutto, definitive e mortali, non possono essere condivise, sarei frainteso…

Sei un pittore e un performer, come nasce questa scelta di unire pittura e musica?
L’azione pittorica è una delle tante mie forme d’espressione, un’ulteriore applicazione del mio disegno in contesti multiperformativi, in prevalenza con musicisti ma anche con la parola poetica ed il teatro. Nasce semplicemente, per necessità, per lo stesso motivo per cui un seme si schiude e diventa un germoglio. Trovo che sia dirompente e di grande impatto emotivo. Considero la vera musica il massimo dell’espressione umana e starle vicino da pittore per me è il massimo!

Come definisci la tua pittura?
La mia pittura è la mia donna, la mia fuga, il mio scudo ed il mio pugnale. La mia pittura è la mia musica.

Chi sono i tuoi punti di riferimento più importanti artisticamente?
Sono tanti, talmente tanti che non posso fare dei nomi per non tradire tutti gli altri. La lista sarebbe lunghissima e non ho una memoria di questo tipo. Son tutti dentro, nella carne. Veniteli a cercare s’è così importante.

Ci parli meglio del progetto Musica Bianca?
Il progetto Musica Bianca nasce  dall’incontro con la flautista Giorgia Santoro, con cui ho già realizzato delle performances nell’ultimo anno. Si tratta di uno spettacolo d’improvvisazione musico-pittorica in cui Giorgia suonerà diversi strumenti a fiato ed io improvviserò pittoricamente. Ad entrambi interessa il concetto di trance indotta dall’arte, ci proveremo con il doppio linguaggio, cercando il massimo della fusione.

C’è un musicista in particolare che ambiresti coinvolgere nelle tue performance?
Anche in questo caso sono tanti. Amo tutti i musicisti che sanno suonare. Mi piacerebbe incontrarli tutti. In questo momento potrei dirti Nick Cave, è il primo nome che mi viene…

La tua pittura segnica è molto singolare. Come sei pervenuto alla tua cifra stilistica?
La pittura segnica si ha colpendo la superficie pittorica durante i miei spettacoli dal vivo. I colpi di colore sono note catturate, in sinestesia, sottratte alla supremazia dell’udito ma sono anche parole e gesti sottratti alla scena, quelli del poeta o dell’attore. La carica segnica nelle mie opere non è altro che la mia partecipazione emotiva alla creazione di un evento d’arte e la registrazione del tempo che vivo sul palco. Ci sono giunto per la necessità di non portare sul palco un mestiere freddo per dimostrare al pubblico quanto sono bravo, ma gli strumenti per meravigliarmi ed essere libero. Utilizzo in pittura un metodo di sregolamento derivatomi dalla poesia di Rimbaud e potenziato negli anni con la conoscenza di altri grandi autori.

Qual è il colore che maggiormente ti rappresenta?
Amo tutti i colori forti. In generale dico che amo di più il rosso ma non è corretto, in quanto amo molto anche il blu. Poi il giallo. Poi gli altri. Li amo tutti ma col pensiero forse li tradisco sempre col rosso…

Ci anticipi qualcosa in merito ai tuoi progetti più immediati?
Sono tanti. Al momento sono molto felice di partecipare col mio mosaico ai lavori di ristrutturazione di piazza Dante Alighieri a Lecce. Il rivoluzionario progetto è dell’associazione culturale JANUB, composta dall’architetto Afro Carpentieri e dall’antropologa Claudia Mollese.
È il primo intervento di questo tipo nel Salento. Piazza Dante Alighieri a lavori ultimati sarà un gioiello unico nel barocco.
Il resto delle novità sul mio sito: www.orodedeoro.wordpress.com

Maria Peritore

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