VENDUTA la casa paterna di Carmelo Bene: dal sit-in nel deserto al decennale

Venduta definitivamente la casa paterna di Carmelo Bene di Santa Cesarea Terme (LE).  Quest’estate c’eravamo mossi un po’ per evitarlo, non in molti ma i media se ne accorsero e ci fu un certo interesse a riguardo.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-13/mobilitazione-artisti-casa-paterna-135912.shtml?uuid=AarcPnnD

Niente di eccezionale in fondo, niente di paragonabile allo splendore espresso dal genio Carmelo Bene, solo un sit-in davanti la casa in questione e poi l’invito a Maria Luisa Bene a leggere le poesie giovanili del fratello in ogni occasione di richiamo a nostra disposizione ma devo ammettere ch’è difficile proteggere un bene, un vero bene dagli stessi Bene e ch’è inutile cercare di spiegare- ora- alle istituzioni perché avrebbero dovuto farlo loro. Quando nel 1969 il “Palais Ideal”, costruito  dal postino F. Cheval, fu dichiarato “simbolo culturale e patrimonio da proteggere”, in Francia come ministro della cultura c’era giustamente André Malraux mica topo gigio.

Come dicevo, il sit-in riscosse un certo successo, se ne occuparono la rete, i giornali locali e nazionali, alcune radio. Ebbi due illuminazioni nello scrivere di getto il testo d’invito ad aderire al sit-in, per prima chiesi di essere “attigui a casa sua”, citando umilmente l’incipit del capolavoro “Nostra signora dei Turchi” e poi proposi di fare della casa paterna di CB il “Museo Carmelo Bene in via Carmelo Bene”, ispirandomi al Museo Garcia Lorca in via Garcia Lorca. Ma io vivo in un’epoca ch’è un deserto culturale senza sogni perché senza amore alcuno per il futuro e so benissimo che in questo clima chi si lamenta è decontestualizzato ma io non mi lamento: io accuso!

Accuso lo Stato ed il mondo culturale di non esistere, di non esistere minimamente ma non in senso beniano. Accuso lo squalo e lo scimpanzè privo di evoluzione, accuso anche il gregge ed accuso gli scaldasedie. State lasciando un bel pianeta ai vostri figli, se prenderanno esempio da chi penso io il pianeta non ha davvero scampo.

Per la cronaca comunque- dal momento ch’è una cosa che finora ho confidato a pochi- la mia passione nel difendere la casa paterna di CB scemò quando la stessa Maria Luisa s’oppose con verve beniana alla mia proposta di lottare per creare un museo Carmelo Bene. Per Maria Luisa la casa paterna era di sua proprietà. Era! Ecco qui ora la proprietà ed ecco in questa paginetta il mio distacco dalla faccenda. Senza dilungarmi  nemmeno sul pensiero dei tanti beniani che m’han scritto per dirmi che lo stesso CB si sarebbe opposto all’idea di un museo: io da quel balcone mi son gettato voi potete scegliere un balcone qualsiasi!

Il 16 marzo 2012, nel decennale della morte dell’incommensurabile CB raccomando alle istituzioni di farsi bellissime per l’occasione, di andare a prendere un bicchiere di prosecco come se niente fosse, tanto niente è per l’appunto. Come angioletti barocchi caduti dal cielo o trafugati dal museo, vi chiedete con ansia dove avreste potuto racimolare i 300.000 euro necessari all’acquisto della casa di CB. Ve lo dico io: non avreste dovuto organizzare alcuna manifestazione in occasione del decennale e poi il 16 marzo andare tutti insieme all’ombra del barocco leccese con una rosa rossa ma in silenzio però, in un silenzio il più possibile portato come sapeva lui, perché se vi avesse visto, avrebbe sbottato come al Costanzo Show (di seguito il video dell’evento per ascoltare dalla viva voce): “Scusa ma tu sei un artista? E che cazzo t’interessa a te dell’arte?! Ma vaffanculo! Vai vai vai vai vai vai vai… ma li mortacci tua!”

http://www.youtube.com/watch?v=8bcIheiKiVY

Genio infinito, CB, sei trattato meglio di Dio nel finale della “favola” poiché di Dio si può parlare, di te no (pare che ci vuole il permesso scritto di una tua ex moglie). Ed io questa sera, per la prima volta, non so se si tratta di un atto d’amore o di una maledizione. Di Dio si può e si deve parlare, di te “No!” sensa il consenso della Baracchi!

Che ridere, Pinocchio mio!

Orodè

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